Appello per un blocco di massa della Zona Rossa

Appello per blocchi compatti attorno alla Zona Rossa
PAULA - September 2006
IN QUALCHE MANIERA LA FORESTA SEMBRAVA DIVENTARE SEMPRE PIU’ FITTA ATTORNO LA POLIZIA, E AVANZAVA
Non è solo dalla protesta di Seattle, e nemmeno dalla nascita del movimento globale, che ci ritroviamo nelle strade a lottare contro la distruzione delle nostre condizioni di vita e a favore di una vita autodeterminata. Ma è qui e ora che agiamo insieme. Quando il G8 si incontrerà nel 2007 a Heiligendamm per pianificare i prossimi passi della belligerante svendita del nostro mondo, Loro si nasconderanno in una bunker dorato, perchè sanno ormai fin troppo bene che esistono 1001 ragioni per contestare le loro politiche. È l’espansione senza fine del sistema capitalistico, che antepone gli interessi dei signori della Guerra e dei trafficanti di armi sacrificando popoli e madre natura – con un cinismo necessario a mascherare di dolci e ispirate parole tutta questa amarezza- che così spesso ci riempe il cuore di profonda tristezza ma nello stesso tempo ci infiamma di rabbia. Basta! Crediamo che le proteste ai precedenti incontri internazionali si sono già dimostrate vincenti: siamo riusciti a interconnettere la diversità delle lotte di emancipazione e delle forme di azione in una maniera rispettosa e pacifica. La cooperazione durante le manifestazioni del G8 ad Evian nel 2003 ha incarnato questa idea così come il giallo, il rosa e il blu demolines contro il IMF 2000 a Praga, risultando in una effettiva che si sono effettivamente supplemented tra di loro lampante per tutti quelli che hanno partecipato. Questo anno di nuovo rispetteremo le forme di protesta di tutti i gruppi schierati, e ci auguriamo di essere trattati nella stessa maniera. Siamo fermamente convinti che non verranno utilizzati appelli contro la ragione dei potenti, e siamo altrettanto convinti che non esisterà mai la volontà di lavorare per la costruzione di una società civile nell’ombra della loro sempre più devestante politica della guerra. Il nostro scopo non è quello di assistere ad un summit che prenda altre decisioni – che abbiamo già sperimentato essere orientate solo verso una modernizzazione dello sfruttamento e dell’oppressione. Non ci sarà nessuna cooperazione costruttiva con noi. Con le nostre azioni, rifiutiamo di piegarci a forme che pretendono invece un’affermazione di legalità- che significa costringerci ad accettare l’ordine vigente. Non vogliamo che le nostre azioni simbolizzino sottomissione a un ordine del mondo che uccide migliaia di persone ogni singolo giorno. Preferiamo urlare il nostro No-e molto altro!- direttamente in faccia ai responsabili di questi crimini organizzati.
Attacco internazionale di massa- affondiamo il summit!
Per iniziare e disturbare lo svolgimento dei meeting nella maniera più completa possibile, ci avvarremo di un cerchio di blocchi, alcuni più piccoli altri più grandi, multipli e decentrati, che avanzeranno nel momento giusto per avvicinarsi sempre più al luogo del G8. Inoltre, ci saranno dei mass blockades fissi e mobili. Questo comporterà la costruzione, ed eventualmente anche la difesa, di barricate. L’azione diretta di piccoli gruppi di affinità, la presenza dei Rebel Clown Army, azioni creative di attivisti inattesi e cariche della polizia completeranno la scena.
Anche se le più alte cariche di rapresentanza delgi otto paesi più industrializzati si incontreranno direttamente in Heiligendamm, il summit è il risultato di vari incontri che si terranno nei giorni precedenti. Per il successo del summit un grande numero di traduttori è necessario, delegazioni di reppresentanti politici e di cosidetti esperti, di personale di sicurezza e di catering, di scrittori incisivi e di retorici sopraffini. Per finire, senza dimenticare la loro importanza, tutti questi 5,000-10,000 partecipanti hanno bisogno di essere riforniti di qualsiasi cosa, dalle necessarie vivande fino alla più banale carta igienica. Perciò, un campo potenziale di azione di disturbo è costituito dagli alloggi dei sopra nominati, e le vie che questi dovranno utilizzare per raggiungere i luoghi del summit. Ognuno è chiamato quindi non solo a installare grossi blockades nella strada centrale che va da Bad Doberan a Heiligendamm, ma anche su tutte le vie alternative del summit così come sulle strade di collegamento per gli alloggi. Per fare questo, gli attivisti potranno facilmente decidere se partecipare in blocchi collettivi con altri gruppi o se erigere barricate minori. La grande dispersione dei luoghi di protesta e la diversità delle forme di azione ci lasciano preannunciare un festival di azioni internazionali. Nelle discussioni sull’organizzazione delle proteste che abbiamo avuto fino ad ora, la sera prima del summit e il primo vero G8 –day sembrano essere i momenti chiave per blocchi coordinati. Non è ancora stato deciso se continuare i blocchi anche il giorno successivo, o se sia meglio attaccare la Zona Rossa. Quello che sappiamo con certezza è che agire in maniera efficace e costante durante il summit richiederà informazioni aggiornate in tempo reale- responsabilità degli infopoints sul campo o situati nei luoghi che si riterranno più opportuni.
Il nostro obiettivo? Traffico zero da e per Heiligendamm.